Collocandosi nel punto di intersezione tra fantascienza e immaginari utopici, le relazioni tra scienza e letteratura, al centro di numerosi studi soprattutto in ambito anglosassone, si articolano in un’estesa pluralità di direzioni di indagine focalizzandosi soprattutto sulle categorie di spazio e tempo. A partire dalla prefigurazioni relative all’esistenza di una quarta dimensione in "Flatland" di E.A. Abbott (1884) e alla conseguente possibilità di viaggi temporali ipotizzata da H.G. Wells in "Time Machine" (1895) la narrativa di anticipazione ha infatti costantemente recepito i mutamenti culturali, sociali e politici correlati all’evoluzione delle teorie scientifiche (dalle leggi di Newton, alla teorie della relatività ristretta e generale di Einstein, fino ai principi della meccanica quantistica). La trasposizione narrativa delle leggi della termodinamica, della nozione di spaziotempo, della teoria del caos, della fisica dell’informazione, si traduce quindi nella costruzione di ordini alternativi della storia e nell’adozione di nuovi linguaggi narrativi, coinvolgendo il concetto di realtà oggettiva che aveva costituito il fulcro delle critiche di Orwell al totalitarismo e contribuendo al tempo stesso ad aprire nuovi interrogativi sul progressivo slittamento dal potenziale al reale innescato dalle applicazioni tecnologiche di uso quotidiano.

Sulla ‘speculative fiction’, il tempo, lo spazio e altre questioni

A. Arciero
2026-01-01

Abstract

Collocandosi nel punto di intersezione tra fantascienza e immaginari utopici, le relazioni tra scienza e letteratura, al centro di numerosi studi soprattutto in ambito anglosassone, si articolano in un’estesa pluralità di direzioni di indagine focalizzandosi soprattutto sulle categorie di spazio e tempo. A partire dalla prefigurazioni relative all’esistenza di una quarta dimensione in "Flatland" di E.A. Abbott (1884) e alla conseguente possibilità di viaggi temporali ipotizzata da H.G. Wells in "Time Machine" (1895) la narrativa di anticipazione ha infatti costantemente recepito i mutamenti culturali, sociali e politici correlati all’evoluzione delle teorie scientifiche (dalle leggi di Newton, alla teorie della relatività ristretta e generale di Einstein, fino ai principi della meccanica quantistica). La trasposizione narrativa delle leggi della termodinamica, della nozione di spaziotempo, della teoria del caos, della fisica dell’informazione, si traduce quindi nella costruzione di ordini alternativi della storia e nell’adozione di nuovi linguaggi narrativi, coinvolgendo il concetto di realtà oggettiva che aveva costituito il fulcro delle critiche di Orwell al totalitarismo e contribuendo al tempo stesso ad aprire nuovi interrogativi sul progressivo slittamento dal potenziale al reale innescato dalle applicazioni tecnologiche di uso quotidiano.
2026
979-12-5535-556-4
Fantascienza, Scienza, Tecnologia, Cultura, Storia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14241/11922
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