Lo scritto sviluppa un’analisi in chiave sistematica delle posizioni assunte più di recente dall’Antitrust europeo in tema di crisi bancarie. Dopo aver ricostruito sul piano generale il rapporto tra salvataggi bancari e regole di mercato ed aver chiarito che il conflitto tra gli interessi generali della stabilità e della concorrenza si supera solo attraverso una chiara scelta politica da parte del legislatore, l’articolo approfondisce il tema della coerenza delle decisioni dell’Antitrust con le indicazioni provenienti dalle direttive 2014/49/Ue e 2014/59/Ue. Ne discende una critica serrata ai più recenti orientamenti applicativi che, da un lato, contrastando con le scelte compiute in sede legislativa, risultano confliggere con alcune regole cardine dell’ordinamento, in primis l’ordine giuridico delle fonti e la legittimazione democratica delle stesse; dall’altro, trascurano di considerare le implicazioni sul piano della politica di concorrenza degli schemi volontari, la cui costituzione è risultata indirettamente favorita. Presentati e avallati come soluzione di mercato, in realtà tali schemi non solo non risolvono i problemi che oggi sono sul tappeto, ma amplificano alcuni paradossi che sono al fondo del nuovo orientamento dell’Antitrust europeo, disvelando una curiosa eterogenesi dei fini.

I salvataggi di banche italiane e l'Antitrust europeo

Argentati A
2016-01-01

Abstract

Lo scritto sviluppa un’analisi in chiave sistematica delle posizioni assunte più di recente dall’Antitrust europeo in tema di crisi bancarie. Dopo aver ricostruito sul piano generale il rapporto tra salvataggi bancari e regole di mercato ed aver chiarito che il conflitto tra gli interessi generali della stabilità e della concorrenza si supera solo attraverso una chiara scelta politica da parte del legislatore, l’articolo approfondisce il tema della coerenza delle decisioni dell’Antitrust con le indicazioni provenienti dalle direttive 2014/49/Ue e 2014/59/Ue. Ne discende una critica serrata ai più recenti orientamenti applicativi che, da un lato, contrastando con le scelte compiute in sede legislativa, risultano confliggere con alcune regole cardine dell’ordinamento, in primis l’ordine giuridico delle fonti e la legittimazione democratica delle stesse; dall’altro, trascurano di considerare le implicazioni sul piano della politica di concorrenza degli schemi volontari, la cui costituzione è risultata indirettamente favorita. Presentati e avallati come soluzione di mercato, in realtà tali schemi non solo non risolvono i problemi che oggi sono sul tappeto, ma amplificano alcuni paradossi che sono al fondo del nuovo orientamento dell’Antitrust europeo, disvelando una curiosa eterogenesi dei fini.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14241/9476
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
social impact